PUNTO SOAVE - 2016
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Novità

Bistrot: tutto quello che devi sapere sui nuovi luoghi del sapore

27 ottobre 2016

C’era una volta un ristorante di lusso, con candide tovaglie inamidate e camerieri impettiti. A luccicare qua e là non solo posate maniacalmente lucidate, ma anche una, due o tre stelle Michelin. Fine di un’era?
No, state tranquilli, i ristoranti stellati rimangono ancora il tempio indiscusso dell’alta cucina e del servizio eccellente.
Ma, da un po’ di tempo a questa parte, un’altra tipologia di locale sta iniziando a guadagnarsi la stima dei gourmands: i bistrot.
Ora chiudete gli occhi e lasciatevi trasportare da tutto quello che la parola bistrot vi evoca. Parigi, una baguette sotto braccio, tovaglie rosse a scacchi e cibo casalingo? Beh, siete sulla strada giusta.
In origine, infatti, i bistrot avevano una funzione che ricorda quella di una locanda.I viaggiatori vi potevano trovare un luogo dove dormire e un pasto caldo ad un prezzo ragionevole.
I cibi quindi erano semplici, preparati con pochi ingredeinti ma sostanziosi. E la velocità del servizio era una sicurezza.

Non stupisce, quindi, che una leggenda locale narri che la parola stessa “bistrot” derivi dal russo “bystro!” , che signfica rapidamente, appunto. Pare che durante l’occupazione Russa di Parigi, nel 1815, gli ufficiali che volevano vedersi servito del cibo velocemente gridassero questa parola.

30018c76f5003ea80587fbf54089df1dNegli anni le cose sono ovviamente cambiate e il concetto stesso si è evoluto. Oggi si parla di Neo bistrot, luoghi alla moda, eclettici e conviviali.
Gli Chef che vi lavorano hanno imparato tutto quello che c’è da sapere dai grandi maestri dell’alta cucina, ma hanno rielaborato gli insegnamenti in piatti che mixano la tradizione alla novità.

I menù non prevedono che una sola pagina, ma cambiano frequentemente. La qualità, però, quella non viene mai tralasciata.
Che essi siano ormai una moda è fuori discussione, ma non è uno di quei fenomeni di massa che all’aumentare della popolarità prevede una diminuzione della qualità.In questi piccoli, moderni locali, infatti, l’esperienza gastronomica può arrivare a dei livelli degni di nota.

E se ne sono accorte anche le più autorevoli guide gastronomiche d’Italia e del mondo. Basti pensare che l’ultima novità della Guida del Gambero Rosso è proprio la comparsa di una nuova categoria. Quella dei bistrot, appunto, premiati con il simbolo delle Cocotte.

Attualmente due sono i locali italiani che hanno avuto l’onore di aggiudicarsi una menzione: Lanzani Bottega & Bistrot (Brescia) e Donatella (Oviglio, AL), già Bistrot dell’anno nel 2016. Il migliore del 2107, invece, è a Bergamo e si chiama Al Carroponte.
Noi siamo sicuri che siamo solo all’inizio di questo nuovo trend, e che molti altri ancora saranno premiati nelle prossime edizioni.

E se qualcuno di voi ne ha di eccelenti da segnalare, scrivetecelo!

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