PUNTO SOAVE - 2016
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Novità

La moda del food e l’ignoranza che ne deriva

3 ottobre 2016

Street food, raw food, food design, gourmet, veggie, food art, chef, sous chef, food porn e si potrebbe continuare all’infinito.

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Queste sono solo alcune delle parole che si riferiscono al cibo che sono state abusate negli ultimi anni. Perchè? Semplice, perchè il food va di moda!

Ora..indagare il come, il dove e il perchè questa moda è nata e si è affermata non avrebbe neanche senso dato che, in quanto comportamento collettivo senza precisi citeri, ogni moda è il risultato di una serie di momenti favorevoli tutto sommato casuali. Meno casuale è l’immancabile fardello di ignoranza che ne consegue: tutte le tendenze creano una parte di disinformazione e di superficialità diffusa. E il mondo del food non fa eccezione.

Come in qualsiasi campo ci sono appassionati e professionisti, questo è certo, e nessuno pretende che siano solo gli addetti ai lavori a parlare e a trattare dell’argomento. Anzi, benvengano gli appassionati, i neofiti e i curiosi che da zero sperimentano e si mettono in gioco. E molti di loro hanno un tale amore e rispetto per il cibo, che mettono l’informazione e l’educazione gastronomica al primo posto. Con risultati che spesso superano le aspettative.

Ma si possono veramente contare sulle dita di una mano! Per tutti gli altri? Manca l’informazione.

Credits: Nicest things

Credits: Nicest things

Anche perchè diciamocelo..ormai il boum del mondo del food non è neanche più una novità! Siamo così saturi di Masterchef, Hells Kitchen, la Clerici e la Parodi che prima di preparare un dolce ci precipitiamo a vedere la ricetta su Giallo Zafferano invece che chiamare la nonna o la mamma. A discapito della tradizione e dell’autenticità, aggiungiamo noi. E’ diventata più che altro abitudine: troviamo una ricetta online, cuciniamo, impiattiamo, scattiamo, postiamo e mangiamo.

Ci riteniamo un po’ tutti chef, un po’ tutti capaci di spinare un pesce, fare un soufflè come Dio comanda o creare piatti “da grande ristorante”, come direbbe  Barbieri. Poi però non conosciamo i prodotti della nostra regione, acquistiamo le fragole a dicembre e sbuffiamo se il cameriere non ci serve il risotto con il radicchio ad agosto.

Purtroppo questa ignoranza si trascina spesso anche all’interno dei ristoranti, con critici improvvisati che mettono in seria difficoltà gli addetti ai lavori e fanno in modo che il lavoro dello Chef venga svalutato sempre più. Perchè “Non ci vuole niente a cucinare questo piatto, l’ho visto fare da tizio in tv!”

Ecco che allora, quando entriamo in un ristorante, ci trasformiamo per osmosi in Fiammetta Fadda e usiamo paroloni senza saperne il vero significato. Pretendiamo anche di degustare il vino prima di ordinare la bottiglia, con un’aria un po’ troppo snob e l’ “Ok, va bene questo” che esce in automatico, perchè in realtà non ne capiamo niente.

 

Ma in fondo è sempre stato così..quando gioca la Nazionale ci sentiamo tutti allenatori, no?!

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E qui si entra inevitabilmente in argomento “giornalisti gastronomici”. Ma questa è tutta un’altra storia e merita di sicuro un capitolo a parte!

Stay tuned!

 

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2 thoughts on “La moda del food e l’ignoranza che ne deriva

  1. Claudio ha detto:

    È vero è tt una moda un isterismo di gente che non ha niente da fare o talmente vuota che deve attaccarsi alle mode per sentirsi avverata, come un pesce remora alla pinna d uno squalo…succedeva anni fa con il vino; ma è durato poco perché li la differenza tra chi davvero sapeva e chi faceva finta era immediata..oggi in cucina puoi accartocciare due ingredienti e dire che l ha fatto Sadler che tanto..

    1. Punto Soave ha detto:

      Caro Claudio,
      prima di tutto ti ringraziamo per aver condiviso con noi la tua opinione.
      Dietro lo schermo di un computer si sa, tutto è più semplice ed esaltare le proprie abilità è un gioco da ragazzi. Noi siamo ancora fiduciosi del fatto che, in ogni caso, per quanto riguarda il cibo, quello che più conta e quello che poi effettivamente è il vero metro di giudizio è il sapore. E su quello non si mente!

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