PUNTO SOAVE - 2016
Designed and developed by NOONIC

Cucina

Intervista al blogger: Kevin Feragotto

23 settembre 2016

Creare oggetti significa anche cercare di soddisfare un bisogno. E chi può testare e sperimentare un piatto meglio di un appassionato di cucina? Ecco perchè Punto Soave ama collaborare con i food blogger..perchè vogliamo vedere i nostri prodotti all’opera, scoperti e reinventati da chi in cucina non smette mai di mettersi alla prova.

E le soddisfazioni non mancano! Siamo così entusiati dei piatti che fin’ora hanno preparato per noi, che abbiamo pensato di raccontarvi, tramite delle brevi interviste, chi sono questi aspiranti chef che stanno dietro ai manicaretti e alle bellissime fotografie che vedete nei nostri social.

Oggi vi presentiamo il più giovane di loro, Kevin, un ragazzo friulano che a soli 22 anni dimostra già una creatività e un talento che ci hanno lasciati davvero a bocca aperta! Guardare per credere!

img_7567

Quando e perché ti sei avvicinato al mondo della cucina e cosa rende unici i tuoi piatti?

Senza Scampo servito sul nostro piatto CAPPELLO

 

L’interesse verso il mondo della cucina è iniziato presto; da piccolo osservavo mia nonna ai fornelli e talvolta l’aiutavo a preparare il pranzo domenicale. Profumi, sapori e colori che non dimenticherò mai. Ben presto, però, questo precoce amore per il cibo si è tramutato in una vera e propria ossessione. Mangiavo spesso ed in modo irregolare; ciò mi ha condotto all’obesità. Sono stati anni difficili, nei quali non avevo amici e tanto meno passioni. Alla fine ne sono venuto fuori grazie alla forza di volontà e ad una dieta bilanciata.Nei miei piatti riporto aneddoti di vita, presenti e passati. In costante ricerca della semplicità e qualità delle materie prime, do sfogo alla mia fantasia per creare qualcosa di spontaneo che mi rispecchi e credo sia proprio questo a rendere uniche le mie ricette.

 

Come fa un ragazzo giovane come te ad avere le idee già così chiare in cucina? Trai ispirazione da qualche chef?

Avere le idee chiare e non lasciarsi sopraffare dalle opinioni altrui è fondamentale per il raggiungimento dei propri obiettivi. D’altronde i sogni vanno inseguiti con le armi giuste. Ho letto molti libri ed articoli riguardanti chef e rispettive creazioni. Io stimo molto René Redzepi del ristorante NOMA. Un uomo dalla forte responsabilità che in cucina sfrutta gli ingredienti più bizzarri, esaltando la mutevolezza della natura.

Budino al formaggio caprino con marmellata di fichi d’india sul nostro COLLINA

Cosa non manca mai nella tua dispensa?

I pomodori. Li utilizzo pressoché ovunque, sia secchi che freschi. In estate li raccolgo nell’orto dietro casa e preparo delle conserve che poi uso anche in inverno. Sono semplicemente deliziosi.

Homemade sushi servito sul nostro COLLINA

Quanto c’è della tua regione nei piatti che cucini?

Sono molto legato alla tradizione friulana, pertanto se ne troverà sempre traccia nei miei piatti. Solitamente utilizzo prodotti a km0, eccellenze territoriali. Credo sia importante rimanere fedeli alle proprie radici per poter aspirare ad una futura innovazione.

Il piatto con il quale presenti le pietanze quanto e come può fare la differenza?

Credo che ogni pietanza meriti di essere inserita nel giusto contesto. Il piatto da portata può davvero fare la differenza; contribuisce a dare un senso logico all’idea dello chef.

Come ha influito l’utilizzo dei nostri piatti sul risultato finale della tua ricetta?Chi si è adattato a cosa?

Le linee semplici e raffinate dei piatti si sono adattate sin da subito alla mia idea di cucina. Ne è risultata una presentazione pulita, ove le materie prime sono state esaltate. Un esempio di purezza culinaria.

L’abbinamento perfetto secondo Kevin è…?

Formadi Frant, un prodotto tipico della mia regione, e miele.

13782135_1035876626508220_3348195448750653246_n

Sardine con farina di polenta, gelato alla ricotta, polvere d’origano e more servite sul nostro piatto COLLINA

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

2 thoughts on “Intervista al blogger: Kevin Feragotto

  1. Axel ha detto:

    È facile fare un singolo piatto del genere, vorrei vedere questo grande chef a fare 60-70-100 piatti di questo genere durante un servizio in un ristorante, siamo circondati di gente del genere ma appena prendono in mano le redini di solo una partita in un ristorante cedono. Fare 14 ore al giorno più tutt’e le ore a casa a pensare a cosa fare il giorno dopo quello è si essere un cuoco, non fare un piattino figo a casa per fare una foto.

    1. Punto Soave ha detto:

      Caro Axel se avessi letto bene l’articolo ti saresti accorto che nessuno ha mai parlato di “grande chef”. Kevin è un appassionato di cucina che sperimenta a casa sua prodotti, abbinamenti e accostamenti, per piacere e per divertimento. Stiamo parlando di passione e di tempo libero, non di lavoro.
      La ristorazione,poi, ha mille sfumature e mille proposte, dai ristoranti gourmet alla trattoria e crediamo che chi sta dietro ad un piatto che di ore di preparazione ne richiede tre, a discapito delle quantità, valga tanto quanto uno chef che magari cucina inevitabilmente piatti più semplici e tradizionali per poter servire una clientela più ampia. Sono prodotti diversi ma entrambi di livello.
      E se possiamo dire la nostra…per fortuna che siamo circondati da gente del genere, appassionata e curiosa, che fa quello che gli piace solo per il piacere e la soddisfazione personale!
      Rispettiamo comunque la tua opinione e ti ringraziamo per il tuo commento e per esserti fermato sul nostro blog!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *